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Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio

di Prem Dayal

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio è un’opera di difficile collocazione, che sfugge a qualunque tentativo di contenerla in un genere definito, e probabilmente è lo specchio dello stesso autore, un uomo sui generis, maestro di meditazione e artista giramondo, sempre in cerca delle verità nascoste sotto le pesanti maschere di un’umanità vincolata all’apparenza, non interessato alle etichette e alle identificazioni ma solo alla vera natura, a quell’essenza primordiale che tenta disperatamente di sopravvivere in ogni essere vivente. L’opera è diventata un best seller da più di duecentomila copie vendute nella sua versione messicana dal titolo Me vale madres, pubblicata dalla casa editrice Penguin Random House.

Titolo: Mavaffanguru

Autore: Prem Dayal

Genere: Satira socio-spirituale

Casa Editrice: Ilmiolibro

Pagine: 303

Codice ISBN: 9788892352001

«[…] L’identificazione è il vero cancro della coscienza. Karl Marx disse che la religione è l’oppio dei popoli, e ha sicuramente ragione; ma Peppino Cocozza, il nostro “Vaffanguru” che ci guida in questo viaggio –a cui è impossibile far capire che Marx è morto già da tempo – ci spiega che la causa del rimbambimento generale non è dovuta tanto alla religione in sé, quanto alla “identificazione”; e alzando un bicchiere di vino a un matrimonio in cui si è trovato per caso, trasforma una perla di saggezza in un brindisi: “L’identificazione è l’oppio della coscienza… brindisi faccio alla sposa Vincenza”. Fra le tante identificazioni, la religione è solo una delle tante droghe che ci impediscono di vedere le cose così come sono. La droga più pesante, sicuramente, che spesso richiede anni o vite di disintossicazione per potersene liberare. Verrà il giorno in cui il mondo si accorgerà del tesoro nascosto nella lingua italiana, e il santo Mantra della Disidentificazione “Non sono cazzi miei” sarà usato in tutti gli istituti di riabilitazione, riumanizzando intere popolazioni che per millenni, drogate da idee primitive, hanno dato di sé uno spettacolo tutt’altro che decoroso».

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio si può definire, come affermato dallo stesso autore, una satira socio-spirituale, in cui con tagliente sarcasmo si prende di mira la prigione dorata fatta di conflitti (esterni ma soprattutto interni) e mistificazioni in cui l’uomo è costretto e si è costretto, a scapito della sua salute mentale e spirituale. E a leggere Mavaffanguru non si può non essere d’accordo con l’autore: solo la satira, con la sua potenza scaturita da una risata consapevole, riesce a mostrare le contraddizioni della società in cui si vive, e a promuovere quindi un cambiamento necessario come non mai. Prem Dayal affida al guru Peppino Cocozza le sue riflessioni, instaurando con lui un dialogo irriverente e dai risvolti comici e a volte grotteschi, in cui si affrontano temi fondamentali come la ricerca spirituale e il risveglio della coscienza. Con un linguaggio “corrosivo” e un cinico e paradossale umorismo, l’autore racconta l’amarezza per un’umanità che sembra arrivata alla fine del suo viaggio, costretta in ruoli e comportamenti contrari alla propria natura, indifferente ai suoi stessi desideri in nome di un’identificazione con un’immagine alterata dell’essere umano e dei suoi valori, divenuta estranea non solo al mondo ma anche a sé stessa: “L’uomo è una specie di malattia della Terra che, esattamente come un cancro, lavora contro l’equilibrio generale della natura”. L’autore punta il dito della sua critica contro la “ortodossia” intesa nel senso più ampio del termine, e con sguardo provocatorio osserva i meccanismi messi in atto dall’uomo nei secoli per controllare ogni manifestazione spontanea, e per reprimere ogni gesto svincolato dal rispetto di regole arbitrarie e di fedi discutibili. A partire dall’educazione, descritta come un procedimento alchemico al contrario, in cui si “trasforma l’oro in piombo”, in cui si prendono degli esseri sani, innocenti e rilassati e, come Dayal afferma, li si tramuta in nevrotici, bugiardi, avvelenati da sensi di colpa, ambizione, gelosia, paura, avidità e violenza. Pur nel suo apparente estremismo e nella sua divertita dissertazione, l’autore centra il punto e palesa la serietà di un percorso professionale e di vita che l’ha portato a una consapevolezza di sé e della società ammirevole. Attraverso i suoi “Mantra italiani” Prem Dayal lancia un grido volto a disturbare il sogno di una umanità che ha scelto di rinunciare a sé stessa in cambio di valori fittizi e vuoti rituali. Non stupisce quindi che l’opera, in Messico, ha attirato l’attenzione della Penguin Random House e ha avuto un grande successo editoriale, che continua anche per il suo romanzo autobiografico Mi volevano normale, una storia di riscatto e di “errori necessari”, un viaggio iniziatico, che racconta di una fuga dalla normalità, quella normalità che offre una sicurezza (solo apparente) al modico prezzo della propria libertà e del rispetto di sé stessi.

TRAMA:Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio è un libro provocatorio che si propone di tracciare un autentico percorso di risveglio della coscienza, utilizzando un linguaggio comico e uno strumento improbabile: i “Mantra italiani”. Scrollandosi di dosso le facce serie, l’odore di muffa e gli eterni sorrisi New Age che spesso affliggono i lettori di testi spirituali, l’operaprovoca le tradizioni nazionali e le credenze religiose di qualsiasi parte del mondo. Danzando fra la secchezza del trattato, il calore della narrativa, la corrosività di un foglio satirico e la delicatezza della poesia, invita il lettore a ridere, riflettere, ispirarsi o rimanere semplicemente scandalizzato. Il libro è diviso in due parti: “La Malattia” e “La Medicina”, e l’autore affida a Peppino Cocozza, un personaggio fantasioso che incarna la saggezza paradossale e borderline di un outsider abituato a vivere alla giornata, il compito di spiegare nel dettaglio i Mantra Italiani del Distacco, della Purificazione e della Disidentificazione, fondamentali nella ricerca del sé più autentico.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA: Prem Dayal, al secolo G. Pasculli, ha la classica biografia di un outsider che, saltando da un continente all’altro, ha diretto la sua ricerca su due traiettorie parallele: l’arte e la spiritualità. Attualmente vive in Messico dove è un riconosciuto maestro di meditazione e terapeuta, oltre che scrittore. La sua carriera artistica inizia al principio degli anni ottanta come artista di strada (mimo), per poi diventare coreografo, regista e drammaturgo. Per anni collabora con Armando Pugliese ed è aiuto di Dario Fo nell’allestimento dell’Arlecchino alla Biennale di Venezia. Fra le sue opere teatrali: Il Claus, C’ho l’Aids, Il Miles di Plauto, Un Negro Chiamato Nicola, I Love you… Bambolina, Aria Ruvida, Rock Pantomime. Gli anni novanta li trascorre quasi interamente in India, dove apprende la meditazione e studia la terapia transpersonale. In quegli anni vive e lavora nell’Osho International Commune di Puna, senza trascurare le sue attività teatrali. Dal 2001 vive in Messico, dove ha fondato L’Osho Meditation Center Mexico, attraverso cui ha iniziato migliaia di persone alla ricerca interiore, formando intorno a sé una piccola comunità. Conduce conferenze sul “risveglio della coscienza” e segue decine di gruppi in cui usa uno stile terapeutico originale che combina la terapia con la meditazione e che ha chiamato “Reconnecting”. La Penguin Random House ha pubblicato il suo best seller Me Vale Madres (in Italiano Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio) con più di 200.000 copie vendute. Ha inoltre pubblicato Tantra e Salsiccia, Il Calendario Eterno e Autobiografia de un Pinche Guey (in italiano Mi Volevano Normale).

Contatti

www.premdayal.mx

https://www.instagram.com/prem.dayal/

www.osho.com.mx

https://www.facebook.com/premdayalmx/

Link di vendita

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/445705/mavaffanguru/

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Casa editrice PubMe: in uscita la Collana Policromia diretta da Emanuela Navone

PubMe è una giovane casa editrice che ha scelto di seguire la strada dell’innovazione e dell’originalità, non rinunciando alla solida professionalità con cui accompagna i suoi autori dalla fase di editing a quella di promozione delle loro opere. Attenta alle nuove voci del panorama letterario italiano, sceglie con cura gli scrittori che andranno a far parte delle diverse collane autogestite di cui si compone. Tra di esse, una menzione particolare va alla collana Policromia, che raccoglie opere eterogenee che non possono essere costrette in un genere definito, e il cui focus principale è l’umanità in tutte le sue infinite, meravigliose e anche controverse sfumature. Tra i titoli contenuti nella collana Policromia: L’ultimo sorriso di Alfonso Pistilli e L’illusione della Fenice di Demetrio Verbaro.

Titolo: L’ultimo sorriso

Autore: Alfonso Pistilli

Genere: Narrativa Contemporanea/Giallo

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 169

Codice ISBN: 9788894839999

«[…] Curioso come una singola parola stabilisca l’importanza di una notizia in prima pagina: sì, perché se invece di “suicidio” ci fosse stato “omicidio”, oggi Halina avrebbe guadagnato, suo malgrado, le nove colonne di testata. Non che la cosa abbia rilevanza, ma mi irrita il pensiero che il dolore possa avere un prezzo differente».

Titolo: L’illusione della Fenice

Autore: Demetrio Verbaro

Genere: Narrativa Contemporanea/Sci-fi

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 258

Codice ISBN: 9788833661759

«[…] Avrebbe voluto non scendere più da quella dannata gru. Era consapevole che da quel momento in poi non avrebbe più visto la vita con gli stessi occhi di prima. Rimasero ore in silenzio a guardare i propri pensieri. Senza mangiare, senza bere, senza avere bisogno di niente. Solo il sole che lentamente usciva dal palcoscenico del mondo li fece ridestare».

PubMe è un polo editoriale che ha fatto della sperimentazione la sua missione, cercando sempre nuove strade e creando originali percorsi letterari attraverso le sue collane, gestite autonomamente da editor professionisti. La casa editrice pubblica gratuitamente i suoi autori, e si avvale di operatori editoriali qualificati che seguono un manoscritto dall’editing, passando per l’impaginazione e per la grafica, per la stampa in cartaceo e la creazione di e-book, fino alla distribuzione e alla promozione. In soli due anni, la casa editrice ha venduto più di centomila e-book, e vanta di una buona distribuzione digitale nei più importanti store online, e cartacea su tutto il territorio nazionale. PubMe è organizzata in collane editoriali distinte, che funzionano come piccole case editrici: cinque collane ospitano i generi Romantico, Eros e Storico (Floreale; Un cuore per capello; Dark love; Literary romance; Bright love), tre collane trattano invece dei generi Fantasy e Sci-fi (Starlight; Nhope; Il piacere di scrivere) e la collana Policromia si occupa della Narrativa contemporanea, non ascrivibile a un genere definito. La collana Policromia è curata dall’editor e scrittrice Emanuela Navone, e raccoglie racconti “di ordinaria follia”, di quelle vite vissute oltre i propri limiti, al di là della normalità. Storie intense di esseri umani straordinari, che non saranno facilmente dimenticate. Ne L’ultimo sorriso di Alfonso Pistilli un inconcludente venditore di vacanze porta a porta si trova a investigare sul presunto suicidio di un’amica, scoprendo una fitta trama di inganni nel torbido mondo del calcioscommesse. L’umanità del protagonista Alessandro Cocco illumina la narrazione, mostrando un personaggio che fino a quel momento ha solo osservato la vita da spettatore, e che grazie alla forza che alberga in ogni essere umano riuscirà a diventare un eroe del suo quotidiano. Una storia di riscatto da una vita vissuta ai margini, e di riflessione sulla dicotomia realtà/apparenza. Ne L’illusione della Fenice di Demetrio Verbaro ci si trova di fronte a un romanzo complesso e imprevedibile, che stupisce per la profonda caratterizzazione dei personaggi e per la solida costruzione degli ambienti in cui si muovono. La Fenice del titolo si riferisce all’inesauribile forza degli esseri umani di rialzarsi e di reinventarsi, e quindi di rinascere dalle proprie ceneri. Il romanzo racconta tre storie, ambientate in diverse epoche e in diversi luoghi, ma legate dai destini dei vari personaggi che si intrecciano e si influenzano dando vita a una narrazione che sorprende ed emoziona dalla prima all’ultima pagina. Un romanzo sulla ricerca del significato della vita, sulla relatività del tempo e sul bisogno di una costante che orienti il cammino dell’uomo.

TRAMA L’ULTIMO SORRISO: Tutti noi cerchiamo un sorriso in ogni angolo della vita, e talvolta lo troviamo laddove sembra impossibile. Alessandro Cocco, giovane venditore di vacanze a porta a porta, l’ha trovato in Halina, escort lituana con cui intreccia una profonda amicizia. Quando Alessandro apprende del suo suicidio, dopo un momento di smarrimento decide di dare retta al suo sesto senso, e di indagare sulla vita di Halina, scoprendo, pezzo dopo pezzo, i tasselli di un intricato puzzle di cui l’amica è solo un dettaglio. Tra partite di calcio, bevute con gli amici, uscite con la fidanzata e un antipatico ritornello che canta nella sua testa, Alessandro dissotterrerà a poco a poco una fitta rete di inganni e sotterfugi, ma imparerà anche ad avere più fiducia in sé stesso e a giocare un ruolo attivo al tavolo della sua vita.

BIOGRAFIA ALFONSO PISTILLI: Alfonso Pistilli ha frequentato i corsi di Scrittura Creativa dello scrittore e autore televisivo Tommy Dibari, e ha completato la sua formazione con lo scrittore ed editor Ruggero Ruggiero. Esordisce nella narrativa con il romanzo L’ultimo sorriso, un giallo sui generis dai sapori mediterranei.

copertina fronte

TRAMA L’ILLUSIONE DELLA FENICE: Il romanzo è diviso in tre storie che si svolgono in luoghi geografici diversi e in momenti storici differenti. Tre vicende che narrano di amore, sofferenza, vita, speranza, cadute e rinascite. I protagonisti sono legati da qualche filo visibile e da molti invisibili, come i personaggi di uno spettacolo di marionette fatte muovere da un abile burattinaio. Ma cosa possono avere in comune Sara, una contadina sedicenne incinta che vive nel periodo del dopoguerra in un piccolo paese della Calabria, Amy, un’attrice che lavora nel mondo del porno nella Los Angeles degli anni novanta, e Sadie, una neolaureata in ingegneria presso il Politecnico di Zurigo nel 2034?

BIOGRAFIA DEMETRIO VERBARO: Demetrio Verbaro pubblica per PubGold il fantasy storico Dorian e la leggenda di Atlantide, per Lettere animate il mystery Il carico della formica, i romance L’attimo eterno e Ora, per sempre e oltre e lo sci-fi La farfalla con le ali di cristallo. L’illusione della Fenice (PubMe, 2018) è il suo sesto romanzo.

Contatti Casa editrice PubMe

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https://www.facebook.com/pubmeit/

info@pubme.me

https://pubme.me/collanapolicromia/

https://www.emanuelanavone.it/

Contatti Alfonso Pistilli

www.alfonsopistilli.com

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Link di vendita L’ultimo sorriso

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Contatti Demetrio Verbaro

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Link di vendita L’illusione della Fenice

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L’apprendista
bardo
di
Federico Leonardo Giampà

Favola
ed Epica, giostre cavalleresche e magia, leggenda e sogno si fondono
nel romanzo L’apprendista bardo. Federico Leonardo Giampà
accompagna Raymond e i suoi compagni in un viaggio tra i misteri di
mondi sommersi, labirintici e sospesi tra le stelle, mostrando al
lettore l’incanto della musica, unica possibile catalizzatrice
della magia presente nella natura, e la potenza del coraggio e della
nobiltà d’animo. Un racconto fantastico che incoraggia a
oltrepassare i propri confini, a sognare in grande e a lottare per
ciò che si desidera. Perché “per un cuore valoroso nulla è
impossibile”.

Titolo:
L’apprendista bardo

Autore:
Federico Leonardo Giampà

Genere:
Fantasy/Storico

Casa
Editrice:
Bookabook

Pagine:
258

Codice
ISBN:
978-88-3323-122-8

Un’ombra
scura aleggia sulla Francia, un’ombra che non va mai via” disse
Atlanta alzando il capo verso il soffitto, come a indicare
quell’ombra “l’ombra delle tenebre, evocata dalla regina della
Foresta Nera.” La maga abbassò i suoi occhi magnetici su Raymond,
guardandolo con gravità: “Riesci a capirmi?”. “Non molto,”
ammise Raymond “perché fa questo?” “Per togliere la speranza,”
rispose Atlanta, enfatizzando ogni parola “per togliere la luce,
far credere alla gente che non ci sia altro al mondo se non oscurità
e pena. E più gli uomini dispereranno di trovare la luce, più il
suo potere si rafforzerà.” Atlanta allora sollevò il palmo della
mano destra posandolo sul mento di Raymond: “Ma la musica può
portare luce dove c’è solo tenebra, può ridare speranza a chi
l’ha perduta per sempre, può indebolire l’oscurità, e
batterla”.

“Alle
porte dell’anno mille, negli anni più oscuri del Medioevo […]”:
è la frase che apre il romanzo L’apprendista
bardo
,e
che fa già intuire come questa storia di fantasia sia ancorata a un
tempo e a un luogo reali, rendendola non solo una fiaba per lettori
più giovani ma anche un racconto fantastico stratificato e ricco di
suggestioni, che rimandano ad eventi del passato, a leggende
arturiane e a poemi cavallereschi narrati nei secoli da grandi
autori. La vicenda è ambientata tra diverse regioni della Francia
medievale e luoghi immaginari, ma resi estremamente concreti dalla
penna sapiente di Giampà. Tutto ha inizio con una maledizione, che
muoverà i diversi personaggi della storia verso un unico centro
pulsante, verso un desiderio declinato in diverse attese. Ed è così
che si incontreranno Raymond, il protagonista e apprendista bardo,
Ivano, il guerriero insicuro del proprio valore, Luc, la gazza che un
tempo era un essere umano e Ric, un troll delle caverne avido ma
leale. L’apprendista bardo pone
in primo piano l’importanza del narratore di storie,
l’imprescindibilità di far sognare con le parole, il dovere di
mostrare al lettore che c’è molto altro al di là delle apparenze
e delle consuetudini. È un romanzo che fa desiderare di essere
ancora in un tempo in cui il coraggio, la lealtà e la purezza
d’animo erano valori fondamentali, ed è nel mostrare la
metamorfosi di Raymond, che da giovane pieno di paure si ritroverà
uomo consapevole di sé stesso, che l’opera trascende il genere
fantasy per farsi romanzo di formazione. E poi c’è la musica,
grande protagonista e portatrice di bellezza e di magia all’interno
della storia narrata: “Fin da bambino Raymond aveva avuto un debole
per i menestrelli che frequentavano la corte del conte. Guardava
incantato i loro strumenti, come gli altri bambini guardavano le
armature dei cavalieri, e sognava di creare quello che loro creavano:
quel linguaggio senza parole, immediato, divino, che mandava in
estasi tutti quanti. Quella magia chiamata musica”.

TRAMA-
L’apprendista bardo è un romanzo che affianca ad
eventi storici realmente accaduti il mondo della magia e dello
straordinario, che nella storia è un universo nascosto in grado di
determinare gli eventi “reali”. Non si tratta quindi di un
fantasy classico, ma di un testo che riprende temi epico-fantastici
della tradizione letteraria europea, rielaborati per lettori
giovanissimi. Caratteristica di spicco del romanzo sono i frequenti
richiami alle leggende del ciclo arturiano, che si
fondono con lo scenario oscuro, quasi gotico, dentro il quale si
muovono i protagonisti. La storia si svolge nella Francia medievale,
poco prima dell’anno mille. Realtà e fantasia si intersecano
seguendo il filo delle avventure del protagonista principale, Raymond
(l’apprendista bardo), figlio ed erede del conte di Provenza che,
con gran dispiacere del padre, non è interessato al combattimento e
ai cimenti, ma alla musica, tanto che decide di fuggire dalla corte
per trovare il proprio destino. Raymond all’inizio non ha una meta,
ma la trova grazie alla conoscenza di un uccello parlante, la gazza
Luc, un tempo grande bardo, poi tramutato in uccello da una strega
per essersi rifiutato di condividere con lei i segreti della musica
magica
. Tra i due nasce un patto, e Luc diviene il maestro di
Raymond. Inizia così il viaggio del giovane apprendista bardo, tra
misteriosi luoghi incantati, nuove amicizie, tornei cavallereschi,
oscure insidie, e secolari segreti che aspettano di rivelarsi.

L’
AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA- Federico Leonardo Giampà è nato in Calabria nel 1991. Nel 2007 è stato finalista del Premio Campiello Giovani con il thriller La Nenia del Maestro; in quegli anni ha pubblicato singole poesie nelle antologie letterarie della Giulio Perrone Editore, e nel 2013 ha pubblicato la raccolta poetica Orfiche (Fondazione Mario Luzi). Nello stesso anno si è laureato in Filosofia e Storia, mentre nel 2016 si è specializzato nel periodo medioevale ottenendo la laurea in Scienze Filosofiche. L’Apprendista Bardo, edito nel 2018 da Bookabook, è il suo romanzo di esordio.

Contatti

frederickellei@yahoo.it

https://bookabook.it/

Link di vendita

https://bookabook.it/libri/lapprendista-bardo/

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Al di là delle cose scontate di Emanuele Mazzocco

Al di là delle cose scontate è un viaggio. Un viaggio che richiede il coraggio di percorrere strade impervie e poco battute, difficili e in salita. E poco importa se esse si trovino in Argentina o sulle montagne italiane. È un viaggio alla ricerca di sé stessi, alla scoperta dell’io più profondo e autentico, che non è rappresentato dai titoli accademici o dai traguardi professionali che si riesce a conquistare. Un percorso difficile e complicato in cui nessuno sarà mai da solo se, al suo fianco, ci saranno gli unici due valori fondamentali della vita: l’amore e l’amicizia, che nessuno dovrebbe mai dare per scontati.

 

Titolo: Al di là delle cose scontate

Autore: Emanuele Mazzocco

Genere: Narrativa contemporanea

Listino: € 12,90

Pagine: 196

EAN/ISBN: 979-12-200-2792-2

 

Lo sentivamo nelle ossa. Era una sensazione difficile da spiegare, ma quando senti di aver toccato il fondo è proprio lì che devi raschiare per trovare la fonte della tua sopravvivenza. Eravamo affamati di vita. Al diavolo la superficialità, le cose scontate. Noi volevamo nutrirci di quella vita. Volevamo legarcela stretta al collo come una sciarpa d’inverno. La vita nella sua essenza più pura. L’esistenza riempita di significato. Le piccole cose. La condivisione. Tutto il resto veniva dopo, come un dessert di cui puoi comodamente scegliere se goderne o farne a meno. A noi interessava la portata principale, e quella portata si chiamava vita.”

 

Un viaggio alla scoperta delle inviolabili vette dell’Argentina che è il lettore stesso, grazie alle splendide descrizioni, a osservare attraverso gli occhi del neolaureato Samuele. Tra le pagine del romanzo Al di là delle cose scontate si scoprono non solo lo splendore di una terra lontana e dall’aria quasi mistica, ma soprattutto la bellezza dell’amore e dell’amicizia, due sentimenti forti e fondamentali nella vita di ogni essere umano. È il sostegno che può dare una storia d’amore, magari anche agli inizi, nell’affrontare le difficoltà della vita, nel mettere un piede dopo l’altro, nel percorrere sentieri impervi e in salita, con la terra umida e poco battuta che rallenta il passo, e che rende più difficile la scalata. Una mano che stringe la tua e che, con un dolce sorriso sulle labbra, aiuta a intraprendere la strada giusta per il proprio futuro, mettendo ordine nei pezzi sparsi del proprio confuso passato. Un romanzo unico e toccante che affronta diversi temi con delicatezza e profondità, con uno stile coinvolgente e mai banale. Pagina dopo pagina scopriamo le meraviglie di una terra remota, sogno di molte persone. Pagina dopo pagina scopriamo sentimenti diversi, che si uniscono e si fondono fino all’ultima indimenticabile riga. Il lettore segue con passione e si innamora della storia di Samuele e Ana che, con una profondità di sentimenti non banale, costruiscono un rapporto che solo chi ha provato il vero amore, che solo chi ha sentito il cuore saltare un battito ogni volta che si incrociano un paio di occhi, può capire.

Toccando temi delicati come il lavoro giovanile e la crisi generazionale, Emanuele Mazzocco riesce a creare una storia appassionante e coinvolgente, a far scoprire Baires con le sue piazze e i suoi profumi, e a far vivere tra le pagine un popolo lontano con le sue particolari tradizioni, che la magia della letteratura riesce ad avvicinare a noi lettori.

 

7 - copertina

TRAMA. In un giorno di luglio, Samuele dà l’ultimo addio a Mario, suo migliore amico e compagno di escursioni. Il racconto riprende poi dagli eventi del dicembre precedente, quando il ragazzo si laurea a pieni voti in economia aziendale. Un senso di angoscia lo opprime riflettendo sul futuro da affrontare e sul minor tempo che potrà dedicare alla montagna, per lui sinonimo di pace e ritmi di vita umani. Mario gli consegna il suo regalo di laurea: i biglietti per andare insieme a Buenos Aires. Sull’aereo, Samuele conosce Ana, una bellissima ragazza italo-argentina che studia a Napoli e condivide la sua passione per Springsteen, e che in seguito lo accompagnerà per le vie più vivaci di Baires. Tornato in patria, Samuele si dedica esclusivamente alla ricerca di lavoro. I colloqui lo lasciano sempre più spaesato, facendolo sentire come una cavia in un esperimento scientifico. Intanto, lui e Ana sfruttano ogni occasione per vedersi. Per il ragazzo arriva la possibilità di lavorare tre mesi in Belgio, dove Ana lo raggiunge. I due però non riescono a stare molto insieme, perché l’ufficio assorbe tutto il tempo e le energie di Samuele, trascinandolo in una grigia routine.

Ma il destino è in agguato in modi imprevedibili, che metteranno Samuele davanti a bivi fondamentali per la sua vita…

 

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

BIOGRAFIA. Emanuele Mazzocco è nato a Isernia nel 1989. Laureato in Imprenditorialità e Innovazione, è un appassionato di fotografia, ecologia ed escursionismo. Al di là delle cose scontate è il suo romanzo d’esordio.

 

CONTATTI

Blog: https://aldila-delle-cose-scontate.com/


Instagram: https://www.instagram.com/emanuelemazzocco/


Facebook: https://www.facebook.com/aldiladellecosescontate/


Amazon: https://www.amazon.it/Al-l%C3%A0-delle-cose-scontate/dp/B079KSRH4H

 

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Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee di Achi

Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee è un giallo avvincente che ha il pregio di mostrare il lato più “cerebrale” delle indagini, attraverso le riflessioni e le risoluzioni della brillante psicologa Rossella Spargo e del tenace socio-antropologo Arcos Mele, detective inconsueti e dai metodi originali ma estremamente efficaci. I due protagonisti riusciranno, attraverso grande intelligenza e intuito, e un’alchimia più forte di qualunque avversità, ad agire nell’ombra e ad aiutare le forze dell’ordine nel delicato compito di smascherare una complessa organizzazione settaria, radicata fin nelle più alte sfere del potere e dell’informazione.

 

Titolo: Operazione P.I.C. Autore: Achi

Genere: Giallo

Casa Editrice: & MyBook

Pagine: 200

Codice ISBN: 978886560556

 

«[…] Trascorse l’intera giornata ascoltando notiziari radiofonici, guardando telegiornali di ogni rete televisiva possibile, compresi quelli di divulgazione online. La quantità, ma soprattutto la qualità delle informazioni e dei dettagli in suo possesso non aumentò. Al contrario fu resa ancor più caotica e fuorviante dai mezzi busti, coadiuvati da esperti d’ogni genere, comodamente seduti su poltroncine o bordi di scrivanie, più attenti ad autoglorificarsi e stupire, piuttosto che informare».

Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee è un romanzo giallo scritto con intelligenza e cognizione di causa. L’autore, Achi, conduce il lettore in una serie di intrighi e macchinazioni rivelando una profonda conoscenza della materia trattata: dalle procedure di indagine, ai sistemi giuridici, fino ai meccanismi psicologici utilizzati dalle organizzazioni settarie per controllare i propri adepti. I protagonisti Rossella Spargo e Arcos Mele si trovano immersi fino al collo in una vicenda pericolosa e ingarbugliata, occultata da numerosi strati di corruzione e connivenza. Senza mai arrendersi, e grazie al loro forte legame, anche se ancora in via di definizione, si improvviseranno detective pur non avendone i permessi, conducendo le indagini per una serie di omicidi misteriosi e inquietanti. Achi accompagna i due protagonisti in un mondo di apparenze e inganni, denunciando poteri corrotti, una giustizia spesso inefficiente e un sistema di informazione pilotato e interessato all’autocelebrazione piuttosto che alla diffusione della verità. Nella cornice delle isole partenopee di Procida, Ischia e Capri, e con la fascinazione di simboli esoterici e religiosi, il romanzo procede con ritmo serrato e con uno stile originale e colto, portando alla luce una realtà celata allo sguardo degli onesti cittadini, inconsapevoli di essere parte di un meccanismo malato. E in Operazione P.I.C. Un mistero nelle isole partenopee la corruzione della società italiana trova una metafora nell’organizzazione a piramide rovesciata della setta de I figli di Skotos, che “possiede una base composta da una ridotta oligarchia, simile alla punta di una piramide, sulla quale si erge e sorregge l’intera organizzazione”. In quest’ottica Achi non solo costruisce una storia avvincente e intelligente che intrattiene e mantiene la tensione dalla prima all’ultima pagina, ma propone anche una riflessione sentita sulla società odierna, sui suoi vertici del potere, sullo sciacallaggio dei mezzi di comunicazione e sulla loro sudditanza a questi pochi, influenti eletti, che reggono malamente le sorti di una piramide posta in un equilibrio sempre più precario.

 

TRAMA: In una calda e limpida estate nel Golfo di Napoli, la vita delle isole di Procida, Ischia e Capri è macchiata dall’assassinio di tre preti. Trovare il vero colpevole sembra un’impresa impossibile per una giustizia italiana troppo spesso preda della corruzione e condizionata dalla macchina dell’informazione, intenta a creare scoop piuttosto che rincorrere la verità. Due ricercatori, la psicologa Rossella Spargo e il socio-antropologo Arcos Mele, si ritrovano a indagare sull’accaduto. In questa loro ricerca della verità, ricca di suspense, azione e indizi, riusciranno a portare alla luce una realtà sconvolgente, svelando, grazie alle loro deduzioni e alla profonda intesa che li lega, cosa si nasconde dietro quegli omicidi. Le rivelazioni però non finiscono qui, perché questo romanzo ci aiuta a indagare anche i sentimenti, mostrando la difficoltà di amare superando le convenzioni sociali e il coraggio necessario per seguire il proprio cuore.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

BIOGRAFIA: Achi nasce a Napoli nel 1971. Quello di Operazione P.I.C – Un Mistero nelle isole Partenopee non è un esordio: i trascorsi letterari di questo scrittore risalgono a molti anni fa. L’autore è un personaggio dal carattere e dalle idee singolari, difficili da ridurre al “così si fa perché così si deve fare”. Questo si rispecchia nel suo stile di scrittura, ritenuto ben oltre sopra le righe, ma anche nella caratterizzazione dei personaggi e nelle vicende attraverso le quali si dispiega la narrazione dei suoi scritti. Resta convinto che le notizie da pettegolezzo biografico nulla possano aggiungere o togliere alla qualità di un’opera. Sostiene, per esempio, che a nessuno interessi il fatto che sia stato l’ultimo allievo di Zietta Liù, che oggi nessuno conosce, ma grande scrittrice e giornalista italiana. Per lui è stata una straordinaria guida nel teatro. Per Achi ciò che conta davvero è l’interesse reale di una porzione di pubblico verso il suo particolare stile – definito da qualcuno “di un’altra epoca” – e il suo indecifrabile modo di essere. Per quanto riguarda il suo ultimo libro Operazione P.I.C. – Un mistero nelle isole Partenopee (& MyBook, 2018), Achi deve la pubblicazione alla lungimiranza di una persona, Il signor M.P. che, dopo aver seguito le sue travagliate vicende letterarie, ha pensato che meritasse almeno una reale e ultima possibilità. Con & MyBook ha pubblicato anche due racconti scaricabili gratuitamente: Scarlett e La forza di Essere. Achi sostiene che chi è veramente interessato a qualcuno o a qualcosa lo possa dimostrare solo attraverso i fatti; non a caso, questo suo tentativo di interessare i lettori ha come tema principale il mistero, a partire dalla sua identità e dal suo aspetto; ha infatti appositamente disseminato una serie di indizi e testi online per permettere a chiunque di risalire ai suoi trascorsi, che coinvolgono anche nomi altisonanti del mondo televisivo italiano. Per restare in linea con questa idea è stata realizzata anche una sorta di “indagine online”, alla quale può partecipare chiunque in modo assolutamente gratuito. Attraverso una serie di enigmi, indizi e depistaggi, chi decide di partecipare dovrà cercare qualcuno che è scomparso, per poterlo liberare. L’indagine condurrà a un premio per l’investigatore.

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Bentornati a Villa Paradiso di Roberto Vallerignani

Dopo Angelo Ingordo, Roberto Vallerignani torna con un nuovo caso per l’ispettore Antonelli: un duplice omicidio a Villa Paradiso, un ricovero per malati attorno al quale si svela, lentamente, una fitta trama di segreti, relazioni e rivelazioni. Tra le indagini e le supposizioni si sviluppa un complesso racconto corale dove le voci pubbliche e private delle forze dell’ordine, della politica e dei media si intrecciano a rivelare vite, abitudini e sentimenti di uomini e donne del nostro tempo. In un giallo che sfocia nel noir, alla scoperta del lato oscuro dell’animo umano e di una società di apparenze, l’ispettore finirà per confrontarsi con un assassino inaspettato, tormentato dai medesimi fantasmi che sembrano far visita, talvolta senza distinzione, alle vittime e ai colpevoli, agli accusanti e agli innocenti. Con uno sguardo discreto, l’autore indaga la superficialità dei mezzi di comunicazione, le storture della giustizia, le contraddizioni della burocrazia e soprattutto le pieghe dei pensieri di diverse esistenze, legate insieme quasi per caso dal sottile filo del delitto.

 

Titolo: Bentornati a Villa Paradiso

Autore: Roberto Vallerignani

Genere: Giallo

Casa Editrice: Edizioni Dalietta

Pagine: 284

Codice ISBN: 9788894068658

 

«[…] Si sentiva sporco perché anche lui aveva desiderato più volte di vederla morta. Ecco, lo aveva ammesso. Avvertì la straziante disperazione della sua voce e si inginocchiò. Il pianto era uscito allo scoperto, come un fiume carsico si precipitava verso il vuoto dell’afa. Capì che di tempo ne sarebbe occorso tanto, ebbe il timore di non riuscire a sopportare. Si appellò a qualcosa su nel cielo, qualcosa che doveva stazionare tra venere scintillante e una coda di luna che sbucava da un ultimo residuo di nuvolaglia. Si concentrò su quello spicchio di nero. Vi stabilì dimora. Con la speranza di poterne uscire. Un giorno».

 

È un agosto difficile al commissariato di polizia: piove da giorni, gran parte degli agenti è in ferie e l’ispettore Antonelli, a un passo dalla pensione, per un cavillo burocratico si ritrova a dover posticipare il meritato congedo. Non aiuta, quindi, l’apparentemente irrisolvibile omicidio avvenuto a Villa Paradiso, una struttura che ospita malati in riabilitazione considerata da molti un rifugio per chi non ha più speranza. Nulla di ciò che riguarda il delitto è limpido: la meccanica, troppo “pulita”; la tempistica, nel cuore di una notte silenziosa; nemmeno l’identità delle due vittime, dai poli antitetici e in perenne bilico tra una facciata pubblica e un complesso volto privato. Annarita Cardone, uccisa a sangue freddo insieme a un dipendente della Villa, è troppo bella per non aver attirato, in vita, invidie e attenzioni; ed è quindi intorno alla sua figura che si muove la squadra investigativa, che sondandone il passato ricostruisce una fitta trama di vicende personali che, in breve, coinvolgono numerosi sospettati. Fanno parte di questi ultimi anche figure di spicco della società, invischiando le indagini in una rete di implicazioni politiche e di ricadute mediatiche. L’intera vicenda si trascina stancamente, così come paiono esausti coloro che se ne occupano: l’agente incaricato, costretto a rimandare le proprie ferie a Cuba; il commissario, che dalle vacanze in Kenya è dovuto rientrare di malavoglia; il medico legale, l’unico a essere rimasto in laboratorio. La solitudine ritorna, pesante, nel cuore di molte altre figure: nella moglie dell’uomo ucciso, sola con una bambina; in un’infermiera della Villa, che per l’esposizione ripetuta alla sofferenza ha perso la ragione; e persino nell’ispettore Antonelli, l’unico punto fermo di una costellazione di personaggi che sembrano vorticare senza meta, spossati. È la vita stessa dell’ispettore a dare la chiave di lettura dell’intera vicenda, caratterizzata da un continuo rimbalzo tra opposti: l’ambiente casalingo, che profuma di famiglia, di affetti e di una calda quotidianità, stride con l’inquietudine interiore del protagonista, schiacciato dalla pressione di una politica di apparenze che mal si adegua alla sua natura. È proprio nel desiderio dell’ispettore di sondare profondamente l’animo umano per ottenere risposte che la narrazione, infine, trova il suo epilogo; un finale straziante, dove il colpevole e l’accusante, in un silenzioso confronto, portano alla luce una storia di violenza, di dolore e di frustrazione. In un giallo corale dai tratti inquieti e sottilmente nichilisti, Roberto Vallerignani mette a nudo le contraddizioni di una società d’immagine cieca di fronte alla dimensione privata dei suoi attori, dispersi in un quadro psicologico dai contorni labili e inaspettati, dove la superficie vale più della sostanza.

 

TRAMA. In una struttura di ricovero per malati in fase di riabilitazione, nel cuore di una città della provincia italiana, avviene un efferato, duplice omicidio. Le vittime sono due giovani: uno dei dipendenti della struttura e la bellissima Annarita Cardone, alla quale la morte ha strappato un’esistenza complessa e a prima vista contraddittoria, in bilico tra frivolezze amorose con personaggi di spicco e una vocazione alla solidarietà sociale. Accanto ai numerosi sospettati turbinano le storie interne al commissariato di polizia, popolato da una squadra investigativa pressata da una parte dalla politica e dalla stampa e, dall’altra, dal clima feriale di un ferragosto uggioso. Le indagini si intrecciano alle vicende personali dei numerosi personaggi che animano la vicenda, tra ispettori e commissari, colpevoli e innocenti, fino ai pazienti del ricovero, tra i quali si nasconde un oscuro segreto.

 

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

 

BIOGRAFIA. Roberto Vallerignani (Narni, 1962), libero professionista in ambito finanziario, è autore di numerose sceneggiature per lungometraggi, cortometraggi e spettacoli teatrali e musicali, tra cui Camel Obsession (2008), Ed è subito sera (2013), Reflex (2015) e Conta il Cielo (2016), interpretato dagli attori selezionati al Premio Molè – Città di Terni, festival al quale ha contribuito negli ultimi anni come parte dello staff organizzativo. È inoltre tra gli ideatori del mensile Liberamente, attento alle dinamiche culturali e sociali della città di Terni, del percorso multi artistico “11” dedicato ai luoghi colpiti dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale e, dal 2016, del format multiculturale “Umbrialand”, esordito all’Indie Film Fest dell’anno successivo. Il suo esordio come autore di romanzi avviene nel 2010 con La Sella del Vento, edito da La Riflessione, divenuto in seguito il soggetto di un film diretto da Andrea Sbarretti. Con il suo secondo romanzo del 2014, Angelo Ingordo, Vallerignani si misura con il genere giallo per le Edizioni Dalietta, con cui lavorerà anche per Bentornati a Villa Paradiso.

 

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